CHI E' MARIO AZZONI?
Il 10 dicembre 2001 "Maurizio Costanzo Show" ha reclamizzato, per
l'ennesima volta, un "sensitivo", tale Mario Azzoni di Milano, facendo
riferimento, con la solita superficialità, a fantomatici poteri, doni, capacità
ecc. dell'ospite, senza richiedergli un minimo di sperimentazione o
documentazione e basandosi solo sui racconti del medesimo (il quale tra l'altro
ha appena pubblicato un libro autobiografico, in vendita a 12,9 euro: 25.000
lire).
La nostra associazione, volendo, potrebbe alimentare una nuova polemica con
Maurizio Costanzo promotore, negli anni, di svariati ciarlatani e dei danni da
essi provocati ai cittadini più deboli - soprattutto anziani - grazie alla
popolarità derivata agli stessi ciarlatani dalla partecipazione al talk-show di
Canale 5; ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
A questo punto, pertanto, Telefono Antiplagio lancia una sfida al signor Azzoni.
Dall'intervista del 10/12/01 è emerso che egli, osservando a distanza i suoi
"pazienti", con tanto di "spiriti" che aleggiano nei
paraggi, è in grado di vedere e prevedere malanni d'ogni tipo.
Telefono Antiplagio è pronto a mettere a disposizione del signor Azzoni dieci
persone con dieci patologie diverse, di cui il "veggente" dovrà
pre-vedere le malattie. Per un attimo, però, ci mettiamo al posto del
"sensitivo": prevediamo infatti che il signor Azzoni non accetterà la
sfida, perché anch'egli sa benissimo che quando i controlli sono pochi o nulli,
i risultati sono massimi; e quando i controlli sono massimi, i risultati sono
pochi o nulli. E ciò dovrebbe essere a conoscenza non solo di un
"radiologo", ma anche di Maurizio Costanzo. Evidentemente non c'è
peggior cieco di chi non vuol vedere.
Questo comunicato è stato inviato anche alla redazione del "Costanzo
Show".
P.S. Ci risulta che un altro Mario Azzoni, qualche anno fa, avrebbe acquistato
una laurea in psicologia, da un cosiddetto "vescovo vagante", presso
l'accademia "Regina Pacis" di Torino, pagandola 25 milioni di lire
(12.911 euri). E' una notizia leggendaria, uno strano caso di omonimia o
cos'altro?!
Costanzo, Costanzo... tu che dici di fare informazione, perché non ti informi?
Ma per conoscere meglio il "sensitivo" in questione, vi invitiamo a
leggere un articolo pubblicato dal settimanale svizzero IL CAFFE'. 24/03/2002 IL
CAFFE’ (settimanale domenicale di attualità, politica, cultura e sport)
ATTUALITA’ -
www.caffe.ch/mycaffe/dettaglio.php?id=24035
La storia di un giovane morto di tumore e le inutili cure del
“veggente”. Ora, a distanza di anni, il fratello racconta la sua verità e
mette in guardia. “L’ho conosciuto nell’81. Da 5 anni mio fratello lottava
contro il cancro. Mio padre gli prestò 28 milioni”. Il “mago” e le
polemiche. “Vi spiego io chi è Azzoni”. La toccante vicenda di un
quindicenne asconese che, nei libri del “bio-terapeuta”, sembra essere
diventato una sorta di “spirito guida.”
Ascona - “Ho conosciuto Mario Azzoni nella primavera dell’81. Da cinque anni
mio fratello Fabio, allora aveva 15 anni, lottava contro il tumore…”
Inizia così la toccante e critica testimonianza raccolta dal Caffè, dopo la
pubblicazione, due mesi fa, di un servizio su Mario Azzoni, “l’uomo che ti
guarda dentro”, un “veggente” e bio-terapeuta. Negli studi di Azzoni, a
Como e a Milano, quotidianamente fanno la fila centinaia di persone. Da anni. E
fra questi numerosissimi ticinesi. Gente nota e meno nota, spesso alla ricerca
di una speranza, di una parola di conforto. Diversi hanno chiamato la redazione
dopo la pubblicazione di quel servizio. Alcuni per raccontare la loro positiva
esperienza, altri per testimoniare il proprio scetticismo. E fra questi anche un
asconese - l’avvocato Luca Allidi - il cui fratello all’inizio degli anni
‘80 s’era legato ad Azzoni nella speranza di combattere un tumore che lo
debilitava da anni. Quel ragazzo, allora quindicenne, in un libro che Azzoni ha
recentemente pubblicato per la Mondadori, sembra essere divenuto per il
“guaritore” una sorta di “spirito guida”. Non se ne fa il nome, si parla
genericamente di “un ragazzo non italiano con un tumore.”
“A distanza di vent’anni ho deciso di raccontare questa storia proprio per
questo; perché Azzoni nel suo libro, che sembra ormai diventato un best seller,
ha il coraggio di parlare a più riprese di mio fratello, arrivando addirittura
ad inventarsi, tra le altre cose, di essere stato al suo capezzale al momento
della morte. E’ falso!”
E falso, secondo la testimonianza raccolta dal Caffè, è quel clima di speranza
che Azzoni ha creato attorno a sé. Un uomo che dà speranza, un uomo che può
cambiare la vita, si dice di lui. Ma così non è o, quantomeno, non lo è stato
nel caso che qui riportiamo e che getta più di un dubbio sull’attività di
Azzoni. Riportiamo la testimonianza così come l’abbiamo raccolta, senza
alcuna considerazione. Un racconto di per sè toccante se non drammatico.
“…da cinque anni mio fratello lottava contro il tumore. Era la primavera
dell’81 - racconta l’avvocato Allidi - l’ultimo responso dei medici a
Zurigo era suonato come una sentenza di condanna a morte. Qualche tempo prima
mia madre aveva letto, su un quotidiano locale, che a Lecco operava un giovane
pranoterapeuta, Mario Azzoni. Lasciato l’ospedale, in preda alla disperazione
totale, i miei genitori si precipitano con Fabio da Azzoni. Il guaritore.
L’ultima carta di una madre e di un padre che mai avevano dato credito agli
operatori dell’occulto. Furono impressionati dalla capacità di Azzoni di
indovinare con precisione la diagnosi. Una circostanza che avrebbe, nonostante
tutto, continuato ad alimentare le loro speranze. Azzoni si disse certo di poter
guarire mio fratello: ‘Le mie conclusioni sono state confermate dal
laboratorio’, diceva. Di quale laboratorio parlasse e se davvero esistesse non
ci fu mai dato di sapere. Azzoni seppe stringere un rapporto speciale con mio
fratello e la mia famiglia. Fabio stravedeva, come del resto anch’io, per
l’amico Mario. Era solo di qualche anno più vecchio di lui eppure, pareva già
un uomo: ‘Un signore elegantissimo con una bella macchina di grossa
cilindrata’, così mio fratello lo descrisse la prima volta. In lui riponeva
una fiducia cieca, assoluta. Ma certi comportamenti, certe vanterie e
frequentazioni di Azzoni preoccupavano non poco i miei genitori. Oggi credo che
in cuor loro pensassero ‘se da qualche parte sta scritto che l’uomo che
salverà la vita a nostro figlio dev’essere fatto così, sia’. Nel maggio di
quell’anno, alla presenza di mio fratello, Azzoni chiese a mio padre di
prestargli del denaro. Disse che certi signori di Napoli lo ricattavano e che se
non fosse riuscito a trovare i soldi si sarebbe dovuto trasferire in quella città.
Fabio pronunciò allora una frase che continua a pesarmi sul cuore: ‘Dài, papà,
daglieli! Semmai te li restituisco io quando sarò grande’. Il 4 giugno
dell’81 mio padre consegnò ad Azzoni venti milioni di lire ed altri sette in
seguito. Azzoni si impegnò a restituirli entro la fine di febbraio dell’anno
successivo. Disse che si trattava solo di un momentaneo problema di liquidità.
Nel novembre dell’81 lo stato di salute di mio fratello si aggravò. I miei
genitori ritennero imprudente affrontare la trasferta in automobile per recarsi
da Azzoni, a Lecco o a Como. Azzoni venne a trovare mio fratello a casa una
volta. Era la metà di dicembre. Fu mio padre a pregarlo di venire. Si trattenne
cinque minuti. Fu l’ultima volta che lo vedemmo. Mio fratello lo chiamò un
paio di volte. Ricordo una telefonata in cui gli disse ‘vedi, Mario, neanche
tu hai potuto fare qualcosa per me’. L’8 gennaio dell’82 mio fratello morì.”
Il racconto dell’avvocato Allidi non finisce qui. E forse è da questo momento
che il suo dolore e la sua rabbia sono più comprensibili. Allidi ha rivisto
Azzoni in televisione lo scorso dicembre. Al “Maurizio Costanzo Show”. Lo ha
rivisto qualche settimana dopo sulle pagine del Caffè. Ma soprattutto sulle
pagine del suo libro, “Ti parlerò di te”, ha rivissuto i momenti drammatici
della malattia e della morte del fratello. Non ha sopportato le bugie: “Quando
Fabio è morto, Azzoni non c’era al suo capezzale. Ricordo invece la sua
tristezza e il suo sconforto: ‘Vedi, ora che non c’è più niente da fare,
anche il Mario mi ha abbandonato’.”
Luca Allidi lo scorso dicembre ha rivisto in televisione Azzoni vantarsi di non
essersi mai fatto pubblicità. Lo ha sentito dichiarare la sua profonda
religiosità. Ha letto, sul libro della Mondadori, i passi che riguardavano suo
fratello. E non era la prima volta che Azzoni ne parlava. Nell’82, in un
volume edito da Musumeci, “Pranoterapia significa guarire senza medicine”,
Azzoni aveva riportato il caso di Fabio con tanto di foto, nome, cognome e
private confidenze. “Azzoni non si era nemmeno preoccupato di chiedere
l’autorizzazione della famiglia, un’autorizzazione che mai del resto sarebbe
stata accordata. “Nell’82, mio padre, sconvolto, chiamò Azzoni per
chiedergli ragione di un simile abuso. Rispose che aveva pensato non vi fosse
nulla di male. Promise che in un’eventuale ristampa avrebbe tolto quei
passaggi. Così fu.” Ma ora, nel best seller edito dalla Mondadori, di Fabio
si parla ancora. Non si fa il suo nome, non si pubblica la fotografia, ma di
quella storia si parla ancora.
“Ho scritto ad Azzoni per conoscere le sue ragioni, la sua verità. Non ho
avuto risposta. Qualche giorno fa ho appreso che il Cicap, il Comitato italiano
per il controllo delle affermazioni sul paranormale, e il Telefono antiplagio,
hanno lanciato una sfida a Mario Azzoni affinchè mostri, sotto controllo, le
sue facoltà. Nel suo libro ho letto che lui, ‘con gli scettici va a nozze’.
Mi auguro che voglia raccogliere quella sfida. E sinceramente mi auguro che la
‘vinca’. Sapere che Azzoni altro non è, e non era, che un abile
prestigiatore, sarebbe per me un’ulteriore triste scoperta. Da Azzoni - dice
l’avvocato Allidi - non voglio nulla, nemmeno le sue scuse.”
La famiglia non ha mai richiesto neanche una lira di quel prestito milionario.
“L’idea di dover ricorrere alle vie legali per ottenere quella somma
prestata in circostanze tanto penose, era per mio padre insopportabile. Lasciò
perdere. In fondo ha sempre nutrito la speranza che, presto o tardi la coscienza
avrebbe spinto Azzoni a fare, se non altro un piccolo gesto simbolico, una
beneficenza, per onorare la memoria di Fabio. Da Azzoni non voglio nulla -
ripete Allidi - ma non osi mai più tradire la memoria di un giovane uomo
pulito, che gli ha fatto dono di tutta la sua fiducia, di tutte le sue speranze
e di tutto il suo affetto. E a voi auguro di cuore di non vedervi mai costretti
a mettere la vostra vita o quella dei vostri cari nelle mani di chi non conosce
il rispetto e il dolore per la disperazione e per la morte. A Mario Azzoni,
‘l’uomo che vede dentro di noi’, auguro di trovare un giorno il coraggio
di guardare dentro di sé.” LILLO ALAIMO
www.caffe.ch/mycaffe/dettaglio.php?id=24035
MA NON E' LA PRIMA VOLTA...
L'IPOCRISIA DI MAURIZIO COSTANZO: DALLA PARTE DEI CIARLATANI
Poiché la redazione del "Maurizio Costanzo Shop" ci ha rivolto un
ennesimo invito a partecipare al programma-spazzatura per antonomasia e poiché
per l'ennesima volta abbiamo rifiutato, pubblichiamo - a seguito di una mail
pervenutaci dai loro uffici - la nostra risposta: che crediamo possa chiarire
una volta per tutte la posizione del Telefono Antiplagio nei confronti
dell'ometto coi baffi e dei suoi tirapiedi (ometto non nel senso di omissione,
ma di piccolo uomo). Non ci prestiamo né allo sfruttamento delle vittime dei
ciarlatani da parte di persone senza scrupoli, il cui unico fine è
l'audience/denaro, né alle strumentalizzazioni dei "media" (dopo
quelle dei medium). Buona lettura.
LA LETTERA-INVITO DEL "COSTANZO SHOP" (dalla parte dei ciarlatani)
[gli errori appartengono al testo originale]
> From: "alice cerruti" <acerruti@hotmail.com>
> To: antiplagio@hotmail.com
> Subject: Maurizio Costanzo show - richiesta informazioni
> Date: Fri, 13 Oct 2000 14:50:54 GMT
>> Salve, mi chiamo Alice Cerruti e vi sto scrivendo dalla redazione di
Maurizio Costanzo.
> Stiamo preparando a brevissima scadenza una puntata in cui parleremo di
vittime di plagi di
> vario genere. Ci piacerebbe avere il vostro aiuto per trovare dei casi di
persone uscite
> dall'influenza di maghi o sette che avessero voglia di raccontarlo. Allo
scopo di mettere in
> guardia le persone dal pericolo di queste situazioni.
> Potete contattarmi allo 06-367...
> Grazie in anticipo, Alice Cerruti.
LA NOSTRA RISPOSTA (dalla parte dei cittadini)
>> Gentile sig.a Cerruti, purtroppo non possiamo esserVi d'aiuto.
>> Siamo già stati invitati altre volte dalla Vostra redazione, ma non
siamo mai voluti intervenire:
>> perché il sig. Costanzo prima ci rema contro, dando spazio ai
ciarlatani - le ricordo i Bambini
>> di Satana, il santone-sequestratore Gabriel Basmagj e Otelma - facendo
loro pubblicità (con la
>> scusante che li prende in giro: come se non sapesse che il più grande
ciarlatano d'Italia è
>> riuscito a decuplicare i suoi introiti, i suoi raggiri e le sue
evasioni fiscali grazie a Voi),
>> poi chiede a noi le vittime dei Suoi "simpatici amici". Mi
scusi, ma mi sembra un discorso
>> vagamente schizofrenico (per non dire di peggio).
>> Saremmo disposti ad intervenire in una trasmissione di Maurizio
Costanzo solo in campo
>> neutro e, soprattutto, in diretta. Constatare che il sig. Costanzo fa
il potente con i deboli e il
>> debole con i potenti non ci invoglia di certo a metterlo a confronto
con coloro che sono i deboli
>> per eccellenza, le vittime dell'usura dello spirito, che lo Stato e i
"media" continuano a non
>> aiutare e a dimenticare... o a usare solo per fare audience, oltre che
dimostrare che sono dei gonzi.
>> Vorreste forse metterle in guardia dallo stesso Costanzo?
>> Le ricordo, infine, che in Italia il mestiere di "mago" è
vietato per legge.
>> Ma l'esempio e l'educazione alla legalità evidentemente non importano
quasi a nessuno,
>> Maurizio Costanzo compreso. Mi dispiace.
>> Gradirei che mostrasse la presente anche al sig. Costanzo: non abbia
paura.
>> La ringrazio per averci scritto e La saluto distintamente.
>> Prof. Giovanni Panunzio
>> Responsabile Nazionale di "Telefono Antiplagio" (3388385999),
comitato italiano
>> di volontariato autofinanziato, in difesa delle vittime di ciarlatani e
santoni
>> e contro gli abusi nelle telecomunicazioni
>> www.antiplagio.org - antiplagio@antiplagio.org
>> Sostenitore del progetto EDUCARE ALLA LEGALITA' di "Libera"
(associazioni, nomi e
>> numeri contro le mafie) e dell'"Osservatorio Europeo sulla
LEGALITA' e la Questione Morale"
N.B. Ovviamente attendiamo le opinioni dei "navigatori": antiplagio@antiplagio.org